15 Giugno 2011

The message can be sung

Ci sono delle sere in cui vengo su questo portale, apro la pagina bianca, e provo a scrivere qualcosa.

Lo faccio solitamente perché sento il bisogno di parlare, non il parlare con qualcuno, semplicemente di parlare, di scrivere in maniera autoreferenziale; un bisogno di esprimersi, o roba del genere.

Poi però quando vedo il bianco del foglio virtuale è come se mi bloccassi, mi blocco quasi sempre perché alla fine nulla di tutto quello che ho in testa è abbastanza importante da essere scritto.

E questo mi fa stare male, perché non ho nulla di abbastanza importante da esprimere.

Ieri sera ho litigato, come mio solito, con un ragazzo appena conosciuto: il ragazzo di una mia cara amica. Lui è stato in Perù due anni a fare volontariato, e io gli ho detto che non capivo “questa nuova moda diffusa tra i giovani di fare il turista della povertà”.

A questa mia indelicata affermazione il ragazzo è sbottato di colpo: non accettava che io bollassi superficialmente la sua esperienza come “turistica”; a nulla sono valsi i miei tentativi di ridimensionare la questione o di ripiegare l'affermazione. Il mio atteggiamento da testa-di-cazzo che uso solitamente con gli sconosciuti lo aveva fatto incazzare: perchè alla fine che cazzo ne sapevo io di cosa aveva visto, e sopratutto vissuto lui in quei due cazzo di anni, nelle Ande peruviane!?

L'accesa discussione terminò a causa di pressioni esterne: eravamo troppo rumorosi.

Il ragazzo tuttavia, a conclusione della sua arringa, riuscì ad infilare comunque una bellissima frase di commiato: “sei una persona orribilmente cinica!”, mi ha detto.

“Si è vero. Sono una persona cinica”, ho pensato.

Però nonostante questa affermazione non mi giunga nuova, questa volta ha suscitato in me un effetto diverso dal normale. Per la prima volta mi sono reso conto di quanto io, in realtà, sia una persona vuota.

Alla fine, guardandomi dentro, ho visto un deserto di valori, un deserto di ideali e una costante quanto malevola diffidenza verso il mondo.

Una diffidenza che molte volte trascende il nichilismo.

Sono tornato a casa, e mi sono reso conto di quanto nulla sia importante alla fine. Nulla di tutto quello che ho, di quello che abbiamo, è servito a farmi sentire meno vuoto.

Non ho nulla per cui valga la pena urlare a squarciagola in una piazza alle dieci di sera.

Ed infatti non l'ho mai fatto.

Il mio malsano rapporto con gli altri è basato su una distruzione consapevole e meticolosa di sogni, illusioni, miti e speranze. Se io non ho, vuol dire che siete voi gli llusi.

Non ho mai saputo accettare il fatto che le altre persone potessero credere in qualcosa ed io no, non mi sembrava giusto. La diffidenza è incredulità rispetto a queste fortunate persone: uomini di fede, ingenui, sognatori, illusi..hanno tutti qualcosa che a me manca. E quel qualcosa è la fede.

Quell'apertura positiva verso il mondo e gli altri, uno slancio vitale verso l'esterno.

Un fuoco, una passione che io nei miei brevi anni di vita non ho mai conosciuto.

Non so se questo ragazzo conosciuto per caso una sera, alla fine sia felice, o se di quella beneamata esperienza sia riuscito a trarre i giusti frutti.

L'unica cosa che conosco è la mia stessa insoddisfazione.  

 

 
16 Maggio 2011

Running Battle


In questo periodo sono in uno stato di confusione esistenziale..
no. non quelle minchiate da post-adolescente sfavato..
è come quando leggi tre libri diversi in meno di un'ora e senti le idee dentro la tua testa che circolano vorticosamente e puntualmente a casaccio.
Solitamente uno fa un bel respiro a polmoni aperti, si ferma un secondo, e mette ordine nel cranio come un bravo traslocatore.

Io però continuo a non averne voglia: cioè che stia pure incasinata,(la mia testa intendo) ho di meglio da fare...



Ieri sono andato su youtube e mi sono messo a fare Karaoke con Hot Stuff di Donna Summer....



dopo la palestra è la soluzione a quasi tutte le magagne della vita.

 
11 Maggio 2011

I dig everything

Or-dunque...

è passata una settimana dalla famosa "pompa" e le cose hanno mutato di forma e colore, come disse il vecchio Pelù a suo tempo.

Non so per quale motivo il mio best friend ora pensa sia una specie di sforna pompe automatico, e passata la fase imbarazzo
(oh mio dio voglio morire, come è potuto succedere??!! e via discorrendo..).

Siamo approdati alla fase: "ripensandoci.."

la fase ripensandoci si attua dopo aver sfondato una porta, o come si dice, dopo aver abbattuto il famoso muro.
Ovvero quando fai una cosa che per tutta la tua vita ti eri ripromesso di non fare, ma che poi dopo otto negroni fai.
Così dopo lo schock del "oh mio dio l'ho fatto", uno si rende conto che in realtà non valeva la pena farsi così tante seghe mentali e quindi ci ripensa.

Magari non è poi questa gran cosa, magari sono solo seghe mentali inutili, ma chi se ne frega in fondo, non devo rendere conto a nessuno...(l'utero è mio)
queste sono solo alcune delle frasi che solitamente ci diciamo (in realtà se le dicono prevalentemente le donne) per convicerci a rifare la cosa.

Dopo la fase "ripensandoci" solitamente si cerca di ricreare la situazione che ha portato a compiere questo gesto estremo, in modo da avere poi la stessa scusa paraculo usata la prima volta. Dopo due o tre volte che succede (per coincidenza, certamente..) si prende confidenza e si va con la corrente.


Tornando al problema principale: ora il mio amico sta andando con la corrente..(with the flow proprio) rompendomi incessantemente le palle per perpetuare l'atto. Io non ho voglia di perpetuare l'atto in quanto fare pompe è un lavoro infame e faticoso, e parlandoci chiaramente: chi mai lo farebbe se non da sbronzo mezzo e una canzone dei litfiba nella radio??? (le girls sanno di cosa sto parlando).

Comunque questa è la situazione...la morale è: mai fare pompe a persone che sanno come ti chiami

 
03 Maggio 2011

Stormbringer

Ho un quesito da porre a menti superiori alla mia:


Secondo voi, fare una pompa al tuo migliore amico, cambia le cose?




cioè nel mio mondo ideale le persone che si fanno pompe a vicenda,
dovrebbero tipo darsi il cinque (up five!), una gomitata alla yo buddy what's up? e poi andarsi a prendere una birra insieme cantando vecchie canzoni dei litfiba.

non capisco perchè si deve finire a fare il classico discorso faccia a faccia, core a core, e parlare di verità esistenziali, mentre ci poniamo domande di cui non frega un cazzo a nessuno.

(no non me ne frega un cazzo, il dopo è quasi sempre una merda, anzi è solitamente il "dopo" che ti fa pentire del "prima", il prima di per se era una figata!)

cioè dobbiamo gioire raga, le pompe sono una bella cosa..


cmq faccio il mio saluto alla comiuniti dopo quasi otto mesi di assenza.
molti sono andati..
per il resto la nuova grafica e straniante...
sono troppo vecchio per questo posto.


 
24 Settembre 2010

Want somebody help to chase the shadows away

Non ho mai pensato a quanta verità ci sia nelle parole degli 883.
cazzo oggi ero ad ascoltarmi la dura legge del gol: Max mi hai ispirato.

Non credo di aver mai passato un periodo simile nella mia vita. Se persino gli 883 possono essermi di conforto.
Se devo essere sincero è un momento abbastanza orribile: mi sento un cesso, ultimamente la mia self confidence è stata messa a dura prova da vari cilecca con tizie strasbronze (e il fatto che erano sbronze è un aggravante). Mi rendo conto di essere tremendamente palloso, cazzo ogni volta che mi fermo ad ascoltarmi mi trovo soporifero. E come se non bastasse, i miei amici trovano che il mio attaccamento a loro stia diventando morboso, e di conseguenza mi tengono alla larga.

In pratica mi sento uno sfigato.
Non so.
Non mi sono mai sentito uno sfigato.
Nemmeno quando ero uno spaventapasseri ossuto e occhialuto alle superiori.

Cazzo alla fine avevo la mia donna, avevo i miei amici, non sono mai stato preso di mira, anzi ora che ci penso piacevo pure.
E mi guardo ora. Non sono più uno spaventapasseri, non porto gli occhiali, mi vesto bene...
però ora mi sento insignificante.
Non so che cazzo mi piglia, sono qui mi guardo attorno e non ho stimoli.
Le persone mi appaiono indifferenti. E' come se ogni cosa avesse perso la sua importanza.

Essere single è una merda

 
13 Settembre 2010

Killing the fucking Roommate

Con ben tre giorni di preavviso abbiamo saputo che Jacopo, il mio coinquilino, se ne andrà domani.
A quanto pare la sua donna (una 37 divorziata con un figlio di 15 anni n.b) ha decido che dopo ben cinque mesi di relazione, era giusto iniziare una convivenza con il nostro carissimo Jacopo. E quindi, senza ulteriori indugi, ecco la notizia sparata nei denti a due vecchi compagni di vita, e sottolineiamo di vecchia data:

"raga mi trasferisco a Milano"
"che?"
"mi trasferisco con la mia donna a Milano"
"Ma sei serio? e tra quanto avresti intenzione di andare?"
"uhm boh..non lo so..dopodomani"


Appena Jacopo ha pronunciato la parola "dopodomani" il Dario è subito partito urlando, esibendosi in una presa imparata nei suoi lunghi anni da fanatico del Wrestling: la presa crossface!
Dopo varie cadute e lividi, e io che urlavo "sei un figlio di puttana, capito? un figlio di puttana!!!" dall'altra parte della stanza. Io e il Dario ci siamo resi conto dell'imminente pericolo che stavamo correndo: pagare prezzo pieno l'affitto del mese!!!
Senza lasciare spazio a manifestazioni di isteria di massa, così abbiamo cercato di mantenere le nostre menti lucide. Dovevamo trovare qualcuno, dovevamo trovare qualcuno, e dovevamo trovarlo subito.

Così armati di computer, agendina e diario delle superiori, abbiamo passato la serata a contattare persone che non vedevamo da anni (io alcune da decenni), nella speranza di una soluzione, che ne so, un miracolo, un colpo di culo.
Ma niente. Nessuno cercava dimora, tutti lontani, occupati, disinteressati.

Il Dario stava già manifestando i primi segni di sgomento e frustrazione, quando al sottoscritto venne un'idea a dir poco geniale:

"Da' e se chiamassimo...che ne so...la tipa che vede mia sorella"
"Ma non ti sta sui coglioni?"
"Cazzo si, cazzo la odio, però Da' la stronza cerca casa....e a noi ci serve una fucking caparra!"
"Lo so ste, però cazzo, io non voglio scenate in casa, cioè poi io lo so già come va a finire.."
"dont worry my friend, tengo duro, ce la posso fare...guardami! guardami negli occhi cazzo, ce la possiamo fare"
"non lo so..questa storia non mi piace, cazzo..che coglioni.."
"no? allora che facciamo,eh? che facciamo dario? ce li metti tu i soldi per il figlio di puttana che se ne è andato eh? ce li hai due affitti? ce li hai 500 euro sull'unghia? vuoi che andiamo a battere? andiamo a battere per pagare la caparra ti piace come idea? ci mettiamo qui sotto tutti in ghingheri e poi fermiamo i camionisti, che ne dici? ti va bene?"

"...vaffanculo chiama la stronza.."

 
06 Settembre 2010

Hippie Border to You

Oggi è il mio compleanno.
Faccio 24 anni.
Non voglio cadere nel banale quindi non inizierò con le solite frasi fatte sul tempo che passa, sull'avvenire e stronzate varie.
Se devo essere sincero non mi frega proprio un cazzo che oggi è il mio compleanno. Ma per le solite consuetudini sociali che noi tutti conosciamo, ho dovuto comunque organizzare una cena in pizzeria.
In realtà in tutta questa estate di merda, passata a lavorare e senza nemmeno un giorno di vacanza, questa sera, lo giuro è l'unica sera in cui vorrei restare a casa. Non ho voglia di affrontare quella gente, i miei amici, e non ho nemmeno voglia della torta, delle candeline e degli auguri.
E' solo stress in più, fottuto stress in più che si accumula sul mio groppone (ed a questo punto, è tanto quello che sta sul groppone).

Che cazzo perchè devo chiamare la gente, sorbirmi i rimandi, organizzare le cose...non ne ho proprio voglia.
Volevo quasi darmi malato, cioè dire che mi era preso un colpo di apendicite fulminante e che stasera non potevo proprio esserci.
"ma Ste tu l'hai già avuta l'appendicite"
Piccolo particolare.
"si, ma chi vuoi che se ne ricordi!"

Sarebbe stata una festa molto alternativa, tutti in pizzeria senza il festeggiato.
Ormai lo farò il prossimo anno.

Tipo l'unica nota positiva della giornata è stata stamattina in treno.
Quando con il regionale strapieno di turisti e gentaglia, è salita una senegalese con un cazzo di figlio in braccio che avrà avuto tipo un anno.
Ora, io a sti punti mi sono guardato attorno perchè qualcuno di solito si alza e lascia il posto.
Oggi no, sarà che erano tutti stanchi o che la donna era troppo senegalese.
Volevo alzarmi e dire "allora gente vogliamo lasciare sta povera donna in balia del treno?"
Invece alla fine mi sono alzato e basta.
E io di solito non mi alzo mai, eh!
Nemmeno per le vecchie con le stampelle.
Però echeccazzo oggi mi andava di sentirmi "migliore".
Così ho lasciato il posto alla senegalese.


Avrei voluto un applauso.
Ma si sa che il pubblico ha sempre gusti difficili.

 
14 Luglio 2010

Gioventù anarchica

Stavo pensando al futuro poco fa.

in realtà la mia vita poggia ormai su due solide rotaie, ed è indirizzata verso un destino che appare inevitabile.
Pensarci mi da una sensazione strana: è un misto tra tristezza e nostalgia.
E a volte mi illudo che tra un mese parto per il brasile per aprire un bar sulla spiaggia.

Ma alla fine lo so in realtà come finirà, lo posso immaginare anche adesso.
Sarà esattamente come sono ora, sarò esattamente qui:
a fare un lavoro da otto ore al giorno, magari fisso (magari), forse part time,
a tornare a casa alle sette e pensare alla spesa, alle bollette, a chi doveva pulire casa.
Guardarmi un film sul computer degustando cibi già pronti,
e coltivare piccoli sogni come una vacanza in Portogallo, forse la Spagna, oppure a sparare in alto USa, chissà.
Iniziare a pensare ai soldi, l'affitto, mettersi da parte qualcosa per la macchina....
Dividersi tra amici, casa e forse un amante.
Guardare il telegiornale la sera, fare la colazione nello stesso bar ogni mattina.
Piccoli gesti che ogni giorno diventano sempre più incolore.

E intanto guardare la tua vita che scorre:
ecco che arrivano i trenta, poi i quaranta, poi i cinquanta....

A sedici anni avevo molti sogni, come tutti.
E va bene, perchè ti aiutano a passare l'inferno dell'adolescente.
Poi cresci, devi iniziare ad essere indipendente, e allora accetti quello che in fondo hai sempre saputo:
La realtà è diversa, è diversa da quello che credi; la vita vera è fatta di grigia rutine, di bollette, di lavori massacranti, di piccole soddisfazioni, di aperitivi al bar, di vacanze con ombrelloni, di litigi, di rancori, di compromessi, di rischi,di frustrazione, tristezza e amore.

Io credo che la forza dei grandi sogni, sia quella di darti la forza di sopravvivere a tutto questo.
Abbiamo bisogno di sognare, non di realizzare i sogni.

 
02 Luglio 2010

uno nessuno re gerbillo

Il mio coinquilino pensa che sono un alcolizzato perchè al mattino faccio colazione con fette biscottate-marmellata e Manahttan.

Il mio datore di lavoro pensa che sono una persona sensibile perchè nella mia macchina c'è un CD dei Tiromancino.

Mia sorella crede che sia un rompipalle perchè le chiedo sempre dove va e con chi.

La vecchia che abita nel palazzo accanto mi confonde sempre con il commesso dell'ipercoop

Il mio vicino di casa sospetta che organizzi incontri per scambisti nel mio appartamento.

Il tizio dove vado a tagliarmi i capelli crede che sia tinto e mi dice che il mio colore naturale mi starebbe meglio.

Come dice un antico proverbio thailandese-cinocaraibico-trasdotto da un monaco cieco con l'alzahimer: "se ti dicono che sei una carogna per più di quattro volte annusati perchè forze stai incominciando a puzzare"

Tags: lemmywink
 
25 Giugno 2010

karmacology

Trovo che Lady Gaga sia di gran lunga sottovalutata.

Non prendo il sole perchè non ho la protezione, sai ho la pelle sensibile!

che carinooo questoo, peccato che c'è solo verde

nooo che dolce guarda che piccolo, e ciao gattino

uffa odio sudare

oh ma si vede che faccio palestra?? Nicola dice che ho preso un centimeto sul bicipite..ahaha ma secondo scherza, tò vuoi sentire? eh come ti sembra? figo eh, dici che dovrei fare più i dorsali..sai i dorsali sono fighissimi..


Decalogo di frasi gay da portare sempre con te, in caso qualcuno avesse dei dubbi.
Prima dell'uso improntare la voce 1 ottava sopra, e farsi di popper.
Usare con cautela.
Attenzione l'uso ripetuto di frasi gay può portare ad un allontanamento dei vostri amici, e ad un atteggiamento sospettoso da parte dei vostri genitori.
Si consiglia l'utilizzo solo in casi di estremo bisogno.
Se i sintomi persistono consultare il medico.
Non usare al di sotto dei 14 anni.

 
15 Giugno 2010

Ti darò il mio cuore se vuoi

Mi colpisci come un raggio di sole
Bruci nella mia notte scura
Tu se la sola cosa che voglio
E dipendo dalla tua luce.

Desidererei non cadere mai più,
ma la gravità non può dimenticarsi di riportarmi a terra.

L'altra sera ho pensato a te,
e quasi mi è sembrato di vederti: seduto sulla sdraio del nostro terrazzo, a fumare una sigaretta che mi avevi furtivamente rubato.
Eri convinto che non ti vedessi, ma io lo sapevo che ogni tanto rompevi le regole e ti rintanavi lì.
Mi ricordo la tua espressione serena, ma non mi ricordo quando è stato, in quale anno:
vedo solo il tuo viso, vedo solo la tua bocca, che aspirava soddisfatta qualche grammo di nicotina.
Sarei rimasto per ore ad osservarti.

Quello che ti ho sempre voluto dire, ma che forse, in realtà, non ti ho mai detto è che ho paura.
Ho paura, e non so nemmeno io perchè ne ho così tanta dentro il mio cuore.
Non dovrebbe essere facile l'amore?

...Sai quei muri che ci hanno tolto il sonno tante notti per la rabbia e la tristezza, quei muri che non permettevano a te di entrare e a me di uscire,
quei muri sono ancora lì. Ma forse con il tempo si sono un pò assotigliati.
E forse un giorno il vento e la pioggia formeranno una crepa. Proprio lì, dove non avresti mai pensato.

E non so più perchè ti scrivo queste parole, non lo so davvero, non lo so più perchè ieri sono passato sotto casa tua.
A vedere se eri in casa o se eri uscito.
A vedere se avevi la luce spenta o accesa.
A covare questi desideri di passione e vergogna.
A desiderarmi migliore di quello che sono.

Amore mio, io ti ho abbandonato.
Sono scappato via, e ti ho lasciato a battere i pugni su una porta chiusa.
Ma se solo potessi vedere, ancora una volta, ancora per un istante, la tua ombra, il tuo sorriso, le tue mani...

Amore, in quel momento, cercherei dentro di me il coraggio che non ho mai avuto.

Dammi la forza.

 
07 Giugno 2010

Questo vento agita anche me

Ultimamente sono preso dal lavoro.
Passo tutta la mia giornata tra quattro mura.
Non ho ancora preso il sole, sono bianco come una mozzarella e rifuggo i contatti con le persone.
Mi sto trasformando in una specie di grinch.
I miei amici non li sento da un pò, ogni volta invento una scusa differente...non è periodo.
Per il resto passo il mio tempo immerso in un mondo di cuffie, e di film in streaming.

è un pò come se avessi perso la voglia di fare qualsiasi cosa.
Il fatto è che ho solo voglia di chiudermi in una stanza e restare lì per un pò.
Niente di più.
Sono stanco di dover stare dietro ai casini della mia vita, facciano il loro, lasciatemi in pace.

Per la cronaca: Paolo è tornato e naturalmente si è fiondato a casa mia più veloce di un fulmine.
Non ho voglia di vedere nemmeno lui. Gli ho già intimato la cosa ,ma le mie richieste come al solito non hanno sortito effetti.
Non mi interessa, non lo voglio vedere, si adatterà alla cosa in un modo o nell'altro.
Certe volte la solitudine sembra un grande lusso.

Il fatto è che le altre persone sono un peso.
O per meglio dire ti trascinano via con loro.
Vogliono da te qualcosa, vogliono che tu faccia qualcosa, vogliono che tu dica qualcosa.
Io non ne ho voglia:

"mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già,
non ti posso guardare così,
perchè questo vento agita anche me"

 
03 Maggio 2010

A momentary Lapse of reason

Mi infilo nel letto rigorosamente sfatto.
Ascolto la pioggia che batte contro i vetri e Chopin.....
....non mi accorgo della differenza.

Mi sento vulnerabile oggi.
è la domenica che mi fa questo effetto.
Oppure è solamente la musica.

A volte vorrei riuscire a trasformare i sentimenti in parole.
Vorrei riuscire a descriverli chiaramente, qui.
In modo da poterli vedere chiaramente.

Oggi mi sono riletto il blog (questo qui), e mi sono reso conto di molte cose.
Prima fra tutte la paura e l'ansia.
Poi il dolore.
Questo dolore, lo stesso che provo ora.

E mi sono chiesto se sono solo io che rimango uguale..
O se sono gli altri che cambiano troppo velocemente.
E perchè..

Tags: berceuse
 
02 Maggio 2010

Karma odiare me

Andare ad un raduno del primo maggio e beccare la pioggia.

Perdere le chiavi della macchina.

Accettare un passaggio da uno sconosciuto che vedeva dei gatti negli scogli.

Arrivare a casa per poi scoprire che il tuo coinquilino sta pigiando nella stanza.

Litigare con il coinquilino rimanente, per chi potesse occupare l'area comune.

Perdere la connessione ad internet per una mezzora.

Scoprire di non avere fatto la spesa alle otto di sera.

Che dire.....

è già tanto che non ho ucciso qualcuno.

Tags: sfigaggine
 
25 Aprile 2010

Spy Story

Ok probabilmente ho delle microspie nascoste in camera.
Si, probabilmente ha messo delle cimici l'ultima volta che è passato.

Comunque il fatto sta è stasera ha chiamato.
Roba che non lo sentivo più da mesi ormai eh!
Sono rimasto un minuto in silenzio quando ho sentito la sua voce alla cornetta, non sapevo che cavolo dire.
mi ha chiamato al telefono di casa. pensavo fosse sky che voleva farmi un'offerta vantaggiosa. Invece no. Era lui.

"Ciao tesoro come và?"

Non sapevo cosa dire.
Non chiamarmi tesoro, anzi non chiamarmi affatto, sarebbe stata un'ottima risposta.
Invece ho detto solo un timidissimo
"oh ciao...bene, te?"
Il mio sangue freddo ha subito un duro colpo devo ammetterlo.
Lui invece mi è parso tranquillissimo. Voce calma, posata, quasi gentile.
Dietro si sentiva il rumore di alcune macchine, traffico cittadino.
Non so per quale motivo ma sembrava che piovesse, non lo so mi dava quell'idea.
Me lo immaginavo quasi nel suo cappotto firmato a passeggiare per la strada con il cellulare in mano.
Proprio da lui, si.

"Ma qui tutto al solito, sai l'Italia mi manca..è normale"
"Si beh certo lo capisco...senti c'è qualcosa che dovevi dirmi?"
"perchè?"
"beh mi hai chiamato no?"
"si beh..no ti ho chiamato così, mi andava di sentirti ecco"
"ahh ok..no mi fa piacere.."
"si anche a me"

silenzio.

Senti quindi tutto bene lì
Si si tutto ok
Ascolta se non c'è altro...io avrei dei piatti da lavare che mi aspettano, sai com'è no?
Ah si si figurati, anzi scusami tu per averti disturbato.
No no di nulla, è per non farti spendere soldi alla fine.
ah Ste?
Cosa?
Mi manchi.
...ora...ora devo proprio andare..scusa


 
23 Aprile 2010

I duri passi per uscirne

Il sesso mi piace.
Mi è sempre piaciuto, anzi di più, è una cosa che adoro.
In parte la mia costante infedeltà è dovuta anche a questo.
Non sono una persona a cui può bastare una relazione monogama.
Almeno per adesso.

Eppure...
Eppure ultimamente ho lasciato perdere.
La cosa non mi attira più come prima.
E non per mancanza di ormoni (quelli sono sempre lì che girano).
No.
è più un sentimento di vuoto che ultimamente sta prendendo piede inesorabile.

Quando una persona è stata innamorata, dico quando lo è stata sul serio, il sesso diventa qualcosa di diverso.
E forse è per questo motivo che in questo periodo inizio a perdere l'entusiasmo.

L'altra sera sono stato con una ragazza che mi piaceva.
Si era bellissima,e l'attrazione era reciproca.
Ma nonostante ciò una volta consumato l'atto, non ho provato nulla, nemmeno soddisfazione.
Solo un senso di malinconia, feroce, di quelli che ti fanno commuovere.
Una mancanza, una certa nostalgia per quello che avevi e che ora hai perso.

In quei momenti ti frullano le idee più assurde per la testa. Inizi a pensare a cose folli.
Inizi a sentirti veramente triste, e componi il suo numero sul cellulare, il numero che avevi imparato a memoria diversi anni prima.
Poi però quando guardi il display non hai la forza di premere il pulsante verde e allora tutto ti ricrolla addosso.

Ti fumi una sigaretta, guardi fuori, e pensi se una cosa così sia successa anche a lui.
E speri che sia così.

Tambourine Hodge


Cos'altro rimane di me?

Di questo dò la colpa ad Hardy:

Hanno gettato il tamburino Hodge, perchè riposasse, senza una bara, così come era stato trovato:
la sua lapide è una piccola collina che rompe la pianura circostante e le costellazioni straniere sorgono ad ovest, ogni notte, sopra la collinetta.

Il giovane Hodge, il tamburino, non ha mai saputo - fresco della sua casa nel Wessex - il significato della pianura desertica del Karoo, i cespugli, il terriccio polveroso e perchè alla vista della notte salivano strane stelle tra lo scintillio.

Ma una parte di quella pianura sconosciuta sarà per sempre Hodge;
il suo semplice cuore e la mente del nord, sono diventati ora un albero del sud,
e le costellazioni che gli erano sconosciute sono diventate, per sempre, le sue stelle.

 
19 Aprile 2010

Due mollaccioni su una panchina al parco

Della serie: conversazioni strane da sbronzi.

Ste com'è essere froci?

Beh niente di che..è tutto dire alla fine....è un pò come non esserlo però lo sei..

Che?

Si insomma, è tipo essere fidanzati con una donna solo che non lo sei.

Sennò non saresti frocio..

Già.

..........silenzio....

Vuoi diventare frocio?

No volevo solo sapere com'era.

Beh se vuoi sapere com'è vai in una discoteca gay, con dei pantaloni di pelle bucati sulle chiappe e aspetti che si avvicini un bel maschione...

......quando sei sbronzo diventi stronzo, lo sai?

...beh tu quando sei ubriaco diventi frocio..lo sai?

Ste va a farti fottere!

...Ho smesso con quelle cose.

 
11 Aprile 2010

Berlin Calling

Ok una settimana intensa. Berlino è una città intensa.

I momenti migliori sono stati:

- Leggere "Storie di Ordinaria follia" nel cesso dell'appartamento che mi ospitava.

- Correre dietro al Tram urlando le uniche parole in tedesco che conosco, danke, drei, Heinekken, non sapendo di stare ordinando una birra e non di intimare al tram di fermarsi.

- Rischiare la congestione per  osservare il culo enorme di una tedesca che stava cercando qualcosa in terra.

- Imbucarsi ad una festa d'addio erasmus (farwell party) nella casa di una tizia sconosciuta, spacciandosi per il migliore amico della tizia e offrire le birre agli ospiti.

- Fumare il sigaro su una zattera. 

- mangiare un kebab alle sei di mattina aspettando l'alba e girovagando per Kroitzberg.

Limonare a manetta.

 
06 Aprile 2010

puntini di sospensione

Sono di ritorno da lavorare, e puzzo di sudore in maniera schifosa.
Mi sono anche sbronzato con il Gin che era rimasto sotto al bancone, e per questo motivo sono anche un pò felice.
Ultimamente mi sento galleggiare, un pò come un palloncino di IT, galleggio.
Però in fondo sono stato bravo, in questi giorni intendo.
Ieri sono andato a fare una passeggiata sulla spiaggia (da solo) e mi sono messo a scrivere cazzate con il piede sulla sabbia.
Mi sono sporcato tutte le scarpe nuove e quando camminavo sembravo una maracas.
Però mi piace, scrivere roba sulla spiaggia. Poi sono andato a prendermi un gelato, sempre da solo.
E mi sono seduto lì dove avevo scritto il mio nome, e l'ho mangiato guardando lontano.

Domani parto per Berlino, ci vado con il Dario.
Cambiare aria rinvigorisce.




 
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